cappuccino

Cappuccino: Come Prepararne uno Perfetto sia a Casa che al Bar

Il cappuccino è un elemento quasi imprescindibile nella prima mattina di molti italiani. Accompagnato da brioches, biscotti e altri dolci o dalla focaccia (alla ligure), questa tipologia di bevanda è praticamente sinonimo di colazione.

Eppure, se riflettiamo un attimo, non conosciamo praticamente nulla delle sue origini, così come chi e quando l’ha inventato o a cosa deve questo nome così particolare. Iniziamo con il chiarire perché, il suo consumo, all’estero è visto in modo molto diverso rispetto all’Italia.

Chi ha a che fare con turisti stranieri, tedeschi e non solo, sa bene come il cappuccino sia talvolta preso dopo i pasti e, talvolta, persino all’ora di merenda. Nonostante ciò, la bevanda protagonista di questo articolo, è consumata principalmente in Italia, paese in cui la stessa è stata inventata.

Andiamo dunque ad approfondire la conoscenza delle sue caratteristiche e le peculiarità che accompagnano questo modo di gustarsi il caffè, partendo da come prepararne uno, sia a casa che al bar.

Come fare il cappuccino

I canoni per la preparazione sono ben definiti. Il trucco per ottenere un cappuccino perfetto è principalmente un latte di alta qualità a prescindere dal tipo: che si tratti di fresco, UHT, intero e parzialmente/totalmente scremato.

preparazione del cappuccino

Per preparare un cappuccino a regola d’arte però è preferibile optare per latte fresco intero. Questa scelta è dovuta al fatto che l’alto contenuto di grassi contribuisce all’esaltazione del gusto. Inoltre, questo tipo di latte valorizza la schiuma rendendola più compatta e corposa.

A casa

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Un montalatte per fare il cappuccino a casa

La concezione di cappuccino a domicilio era poco sentita sino a qualche anno fa. L’entrata in scena di strumenti come montalatte e macchine per fare il caffè casalinghe, hanno però modificato le abitudini di molti italiani, sia per la comodità, sia per l’effettivo risparmio che ne consegue nel fai da te.

Per fare il cappuccino a casa possiamo possiamo affidarci a diversi metodi.

Il caffè innanzi tutto può essere preparato nella maniera che si preferisce: macchina per caffè, moka, insomma, quello che avete a disposizione.

Bisogna poi passare alla montatura del latte che può essere fatto utilizzando diversi metodi, fra cui:

  • Lancia del vapore di una macchina da caffè: anche se serve della pratica – vedremo qui sotto come fare passo passo – è il metodo migliore per montare il latte ed ottenere una schiuma densa e corposa.
  • Montalatte: uno strumento dal costo abbordabile che ha preso sempre più piede nelle nostre abitazioni e che è in grado di schiumare il latte alla perfezione automaticamente. Esistono anche modelli manuali molto economici.
  • Fruste elettriche: un metodo poco conosciuto ma abbastanza efficace. Importante scaldare per bene il latte prima di procedere alla montatura.
  • Bottiglia di plastica: un procedimento molto casalingo. Anche qui si scalda il latte e si versa poi nella bottiglia che viene agitata energicamente fino ad ottenere una schiuma. In alternativa potete anche utilizzare un barattolo di vetro, ma state attenti a non farlo cadere.

Fatto ciò possiamo procedere a mischiare insieme caffè e latte montato nelle proporzioni da noi preferite.

Voilà, il cappuccino è servito !

Al bar

Sebbene la preparazione abbia, almeno teoricamente, delle proporzioni specifiche – 125ml di latte e 25ml di caffè -, l’italiano non si accontenta e pretende una marea di varianti. Elencare tutte è difficili, anche se proveremo in qualche modo a fare chiarezza in tal senso:

  • Un cappuccino chiaro, è con poco caffè e molto latte. Questa tipologia di bevanda è preparata sia per chi gradisce una bevanda con meno caffè, sia per i più giovani o per chi deve limitare l’uso di caffeina.
  • Il cappuccino senza schiuma, non presenta schiuma ma semplice latte scaldato. Visivamente rende molto meglio ed è assimilabile al classico caffelatte casalingo – è nei paesi anglosassoni viene chiamato “Flat White”.
  • Quando al barista viene chiesto una bevanda di questo tipo tiepida, vuol dire che pur utilizzando la schiuma, il cliente desidera avere una bevanda dalla temperatura non altissima. In tal senso i baristi più smaliziati, oltre al caffè e alla schiuma di latte, aggiungono un po’ di latte freddo per rendere meno calda la bevanda nel suo complesso. Vi è anche chi invece richiede espressamente il contrario: in tal senso, si può scaldare liberamente il latte fin quasi all’ebollizione.
  • L’alternativa con poco latte, presenta una bevanda più ristretta con minor volume rispetto agli standard.

Naturalmente poi, le richieste appena elencate sono sovrapponibili. Per esempio, c’è chi ordina un cappuccino chiaro con poco latte, o chi ne ordina uno tiepido e senza schiuma.

La montatura

Vediamo ora come montare il latte a dovere con l’utilizzo di una lancia di vapore.
Si tratta di una fase molto delicata che richiede movimenti sicuri, rapidi e senza titubanze di sorta. Il vapore che viene “soffiato” all’interno del latte, deve essere infatti gestito con precisione,.

Il bricco utilizzato, che dovrebbe essere di forma cilindrica e in acciaio inox, va piegato di un 40 gradi circa per favorire la rotazione del latte. Il tutto richiede un pizzico di manualità e anche un po’ di pratica sul campo.

Il beccuccio del vapore non deve essere posizionato in fondo al brick, ma leggermente sotto la superficie – la parte terminale generalmente più spessa dovrebbe essere l’unica parte immersa nel latte. Una volta che il latte inizia a scaldarsi va fatto salire più in superficie in modo da “ossigenare” la schiuma e renderla vellutata.

come montare il latte con il vapore

Fondamentale è non farlo bollire per non alternarne il sapore: una volta che il fondo del bricco è troppo caldo per tenervi la mano per più di un paio di secondi, la temperatura è giusta.

Un altro piccolo particolare è di usare il latte solo una volta e non aggiungerne ulteriormente – meglio buttarlo via -, diversamente assume un gusto “cotto” che rovina il cappuccino. 

A questo punto dovremmo aver ottenuto una schiuma compatta. Per eliminare eventuali bolle d’aria e migliorare la cremosità, è sufficiente sbattere il bricco su di un piano, facendo poi ruotare il latte all’interno, in modo da far salire in superficie e poi eliminare tutte le piccole bollicine visibili.

Baristi specializzati

latte art cappuccino
Un esempio di decorazione – o latte art – su cappuccino

La preparazione di un cappuccino a regola d’arte non è facile per chi è agli inizi. Saper ottenere la schiuma senza scaldare troppo il latte, trovare le giuste proporzioni e preparare una bevanda al contempo bella da vedersi, necessita di una certa pratica.

Una volta presa la mano però, la preparazione diventa un’azione automatica ed è possibile andare oltre, frequentando anche dei corsi per decorare i cappuccini. Secondo alcune particolari tecniche infatti è possibile eseguire dei veri e propri disegni con la schiuma.

Storia del cappuccino

Le origini del cappuccino sono piuttosto antiche. Secondo la maggior parte delle fonti, il nome di questa bevanda è un chiaro riferimento ai frati cappuccini. Ciò è dovuto al colore del loro abito, che ricorda per l’appunto il caffè, e al fatto che un frate di questo stesso ordine ne sarebbe l’inventore stesso.

La leggenda vuole che, nel corso del 1683, un frate appartenente all’ordine dei cappuccini, fosse stato inviato dal Papa a Vienna. Qui, in una caffetteria, il frate ordinò un caffè. Accortosi che il gusto era però troppo forte, chiese qualcosa per poterlo addolcire un po’. L’aggiunta sostanziosa di latte, a quanto pare, diede vita a una bevanda che seppur lontana anni luce dall’attuale cappuccino, ne fu una sorta di progenitore.

Secondo un’altra credenza, il cappuccino sarebbe nato sempre a Vienna, ma durante il secolo successivo. Qui, negli eleganti locali della capitale austriaca, veniva già servita una bevanda a base di caffè che era riconducibile all’attuale cappuccino. Da qui, la “ricetta” si sarebbe poi diffusa rapidamente nell’Italia nord-orientale e poi in tutto il resto del paese.

Calorie del cappuccino

Quante calorie ha un cappuccino? Effettivamente, sotto il punto di vista prettamente alimentare, non è qualcosa che si può definire propriamente “dietetico”, ma consumato in moderazione non dcrea sicuramente problemi !

Secondo alcune stime infatti, un cappuccino senza zucchero ha un apporto di circa 80/90 calorie. La maggior parte di consumatori però, non gradisce la bevanda così com’è: con l’aggiunta di zucchero, si sale a circa 120 calorie.

Se calcoliamo che il cappuccino è spesso accompagnato da brioches – vuote o con marmellata se non cioccolata o crema – il conto delle calorie sale a dismisura. Ciò di base non è un problema, visto che la colazione è un pasto molto importante. Per chi segue particolari regimi alimentari però, il consumo regolare di cappuccini potrebbe non essere una scelta particolarmente azzeccata.

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