tipi di caffè

Caffè arabica e robusta: quali sono le differenze e le miscele

Caffé arabica o robusta? Quante volte, da appassionati di caffè, abbiamo sentito questi termini negli spot pubblicitari senza capirne l’effettivo significato?

In realtà del caffè e delle sue tante varianti conosciamo ben poco. D’altronde nonostante questa bevanda sia ormai ben consolidata nella cultura italiana, la pianta da cui trae origine non ha nulla a che vedere con il nostro paese.

Le principali nazioni che coltivano questa bevanda sono Brasile, Etiopía, Guatemala, Honduras, India, Vietnam, Colombia e Perù. Come avrete notato, in questa lista non figura nessun paese europeo.

Le principali varietà di caffè

Naturalmente è poco realistico pensare che vegetali presenti a latitudini così diverse siano in tutto e per tutto identiche tra loro: esiste infatti una gran varietà di piante del caffè, dalla cui macinazione dei semi prendono vita, dopo una particolare e attenta tostatura, altrettanti tipi di bevanda ( si parla di oltre 100 specie diverse di questi arbusti del genere coffea).

Tra di esse, spiccano proprio la varietà arabica e quella robusta, che sono generalmente le più diffuse e consumate in tutti i bar italiani e non solo.

Caffé arabica

caffè arabica
Un chicco di caffè della varietà arabica

Quando parliamo di caffè arabica, ci riferiamo alla qualità più pregiata. A dispetto del nome essa non è originaria dell’Arabia Saudita, ma dall’Etiopia. Molti secoli addietro, la pianta fu portata dal territorio etiope per essere insediata nell’odierno Yemen, dove ha trovato terreno adatto a prosperare nelle sue zone montuose.

Dopo il successo della bevanda a partire dal 1650 in Inghilterra, la sua coltivazione si è diffusa e, al giorno d’oggi, il maggior produttore di caffè arabica risulta essere il Brasile (anche se grandi piantagioni si registrano anche in centro America e in alcune zone dell’Africa).

Per comprendere, in modo adeguato, quanto il caffè arabica costituisca la gran parte delle coltivazioni mondiali, possiamo affermare che due chicchi su tre, presenti sul mercato, siano di questa qualità.

I preziosi semi si presentano in coppia (generalmente di un colore tra il giallo e il verde),  e sono racchiusi in una sorta di frutto definito drupa. Rispetto ad altre varianti, la forma è tipicamente oblunga.

Caffé robusta

caffè robusta
Un chicco di caffè della varietà robusta

Anch’esso originario dell’Africa, il caffè robusta è una variante autoctono del Congo. La provenienza del suo nome non ha alcuna connessione con il suo gusto, bensì con una naturale resistenza a parassiti e malattie varie.

Non si tratta però dell’unica caratteristica di questa variante così particolare, tale arbusto che identifichiamo col nome di  “robusta” è infatti una pianta che cresce molto più rapidamente delle altre, oltre a sopportare con minore impatto e sofferenze, gli sbalzi di temperatura.

Le sue peculiarità ne hanno facilitato la diffusione, non solo in buona parte del continente africano, ma anche  in Brasile e un po’ in tutto il sud-est asiatico.

Rispetto ai semi dell’arabica, la robusta presenta chicchi giallo bronzeo, più circolari e meno “slanciati”.

Caffé arabica e robusta: differenze di gusto e proprietà

Per i degustatori di questa bevanda però, diffusione e caratteristiche della pianta che la originano, hanno davvero poca importanza: ciò che conta realmente è la particolarità dell’aroma e le eventuali proprietà del prodotto finito.

Al di là di tutte le singolarità elencate sinora infatti, è innegabile che le due varianti sono percepite estremamente diverse al palato. L’arabica, oltre a contenere meno caffeina, si presenta con un gusto di base più dolce ed un acidità più elevata. La robusta, di contro, è una bevanda più corposa e leggermente più amarognola. Ciò è dato principalmente proprio dal maggior contenuto di caffeina.

Generalmente si stima che l’arabica abbia un range che va dal 0,9% al 1,7% di caffeina. Molte più “decisa” in tal senso si presenta la variante robusta, che varia dal 1,6% sino al 3% praticamente con il doppio di tale sostanza.

Fatte queste premesse, e tenendo sempre conto della soggettività di eventuali valutazioni e delle miscele, si può affermare che il caffè robusta è la variante ideale per chi ama una bevanda corposa e cremosa, mentre l’arabica tende a essere la prediletta da chi preferisce un caffè più delicato e dolce.

Le miscele, cosa sono e come si realizzano

Nonostante si faccia spesso cenno a caffè “100% arabica” nella realtà i produttori (senza con questo cadere nella contraffazione) usano miscelare le diverse qualità. Mantengono inoltre le percentuali della loro ricetta come un segreto industriale per essere diversificati e guadagnare il consenso dei consumatori.

Una miscela risulta essere una combinazione che comprende chicchi di diverse varianti di caffè, ma anche semplicemente da coltivazioni situate in luoghi del mondo citati precedentemente. Come è facile intuire infatti, la stessa variante proveniente dall’Africa rispetto che dall’Indocina o dal Sudamerica, viene influenzata nel gusto dalle particolari sostanze nutritive presenti nel terreno e dal clima in cui la pianta viene a crescere.

Le miscele sono di fatto delle ricette personalizzate e ideate dalle torrefazioni, sia a livello artigianale che industriale, per creare una propria bevanda unica e distinguibile. È anche possibile acquistare diverse varietà di caffè e preparare le proprie miscele a casa, ad esempio mischiando diverse quantità di caffè arabica con della robusta.

Altre varietà di caffé

Se qualità come arabica e robusta costituiscono il grosso del mercato, non vanno dimenticate le altre varianti che trovano ampio utilizzo nella realizzazione delle più disparate miscele di caffè.

bacche di caffè
Bacche di caffè

Liberica

Tra le “minoranze” delle qualità che si presentano come alternative ad arabica o robusta, figura sicuramente la liberica. Il chicco di questo caffè ha un aspetto molto più allungato rispetto alle suddette qualità, mentre le foglie della pianta sono decisamente più grandi, confrontandole con gli arbusti della stessa famiglia di Rubiaceae.

Pur essendo originaria della Liberia, è particolarmente diffusa e coltivata in Indonesia e nelle Filippine.

Charrieriana

La variante Charrieriana e originaria del Camerun e si presenta con una peculiarità piuttosto rara nelle varianti di coffea, ovvero la totale e naturale assenza di caffeina.

Il nome le è stato assegnato in onore del professore André Charrier, esperto di caffè.

Kopi Luwak

Il caffè più raro e costoso al mondo arriva dall’Indonesia (più precisamente nelle isole di Giava, Sumatra e Bali) e viene prodotto tramite una procedura a dir poco discutibile. Il Kopi Luwak infatti, è il frutto della digestione e della defecazione della bacche di caffè da parte del Zibetto delle palme.

Il processo di digestione infatti, va a intaccare la struttura stessa del caffè rendendolo più dolce e donando un sapore che ricorda quello del cioccolato. A dispetto dell’origine piuttosto disgustosa, il suo prezzo altissimo lo rende il caffè più costoso del mondo, considerando che un singolo grammo viene pagato 1 euro. 1000 euro al chilo!

Affermare che si tratta di un prodotto “per palati fini” potrebbe sembrare ironico ma i grandi sommelier dell’espresso, per i quali esiste un corso specializzato, non lo ritengono affatto.

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